Reddito di cittadinanza e sussidio di immigrazione a cittadini Extra UE e immigrati

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Il reddito di cittadinanza in Italia è un qualcosa che fa ancora discutere  anche con riguardo alla situazione legata ai cittadini extra UE ed immigrati. Ce ne parla l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma, esperto in diritti degli immigrati. Ma andiamo con ordine. Il reddito di cittadinanza è stato introdotto il 6 marzo 2019 o meglio, da questa data è possibile presentare domande di Reddito o Pensione di cittadinanza, un sostegno economico nato per integrare i redditi familiari ed al fine di contrastare la povertà e la disuguaglianza sociale (decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 23 del 28 gennaio 2019, convertito con Legge 28 marzo 2019, n. 26 recante «Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.75 del 29-03-2019.), ma cosa accade se a fare domanda è un cittadino straniero?

Già nel febbraio 2019 l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) aveva denunciato alcune lacune della legge che rischiavano di tagliare fuori le famiglie straniere dall’accesso alla prestazione come ad esempio:

  • l’obbligo di residenza di almeno 10 anni
  • l’esclusione dei rifugiati e dei titolari di protezione sussidiaria (contravvenendo all’art. 24 della direttiva 2011/95 secondo cui è obbligatoria la parità di trattamento dei titolari di permesso per protezione internazionale)
  • restrizione del diritto ai cittadini non comunitari titolari di permesso di lungo periodo
  • certificazione dei redditi nei Paesi di origine

Quest’ultimo aspetto in particolare ha causato non pochi problemi nella presentazione delle richieste da parte dei cittadini stranieri, data, in moltissimi casi, l’impossibilità di reperimento dell’informazione richiesta. Ecco infatti che dal 5 luglio 2019, con circolare n.100/2019, l’INPS ha di fatto sospeso tutte le pratiche di cittadini non comunitari nell’attesa dell’emanazione di un Decreto ministeriale attestante l’elenco degli Stati in cui è “oggettivamente impossibile” procurarsi la documentazione richiesta. Come se non bastasse, anche quegli stranieri che erano riusciti ad ottenere il reddito di cittadinanza prima dell’introduzione di questa postilla, si sono visti sospendere i pagamenti.

L’Avvocato Iacopo Maria  Pitorri di Roma, da sempre attento ai diritti degli immigrati,  sempre al fianco di una categoria di persone a cui innegabilmente vengono sottratti diritti importanti se non fondamentali. Per questo motivo, lo Studio Legale dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma è attivo sin dal primo giorno in cui la legge sul reddito di cittadinanza ha fatto capolino, nella protezione di tali persone, al fine di sostenere l’inclusione sociale , culturale ed economica di ogni essere umano.  L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma può vantare un’esperienza pluriennale nel settore dell’immigrazione in ambito sia civile che penale, si trova a Roma in  Via Giovanni Amendola  n.95 e risponde ai contatti che trovate sul sito web ufficiale.

 

 

 

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