mettiamocilatesta.it
contro i tagli alla comunicazione

Tutte le vostre idee

Indietro

Concepts

È vulgata che la PMI non investa in comunicazione e pubblicità. Ma questo non è vero.
In Italia, gran parte della vitalità economica dipende da questo tipo di attività.
Anche per quanto riguarda la comunicazione. Pur in presenza di alcuni problemi, che abbiamo evidenziato anche in passato.
La comunicazione tradizionale, ad esempio televisiva, è molto costosa e raggiunge sempre meno pubblici. Anche se siamo in ritardo rispetto ad altri paesi, la tendenza è in atto ed irreversibile.
Per questo sfruttare i nuovi strumenti risulta fondamentale. Ma i nuovi strumenti non possono essere usati, se non in presenza di una "rivoluzione" del panorama comunicativo. Cioè di come un'impresa parla del proprio prodotto/servizio, di come lo comunica, di come si organizza. Perchè affrontare la sfida del 2.0 è cambiare mentalità. È parlare del proprio prodotto agli sconosciuti con lo stesso calore con il quale lo si racconta ad un caro amico in una cena intima.
Comunicare 2.0 è mettersi a nudo. Mostrare forze e debolezze. E, soprattutto, essere disposti ad ascoltare il proprio pubblico.
Non è solo una difficoltà, è un'opportunità.

Per chi, come noi di Kuva, si predispone ad aiutare la piccola e media impresa in questo passaggio, a volte è difficile spiegare la trasformazione. L'agenzia di comunicazione si deve affiancare all'impresa, ma non la può sostituire. Deve aiutare l'impresa a far uscire la propria voce, attraverso dirigenti e dipendenti. Mettere le persone in condizione di dialogare con chi realizza il prodotto o il servizio, mettere l'impresa in grado di ascoltare lamentele e complimenti, senza lasciari mai senza risposta.
Comunicare 2.0 è come un dialogo, richiede impegno e dedizione. E come diceva Paul Grice:

"Fornisci l'informazione necessaria, nè di più, nè di meno"
"Sii sincero, fornisci informazione veritiera, secondo quanto sai"
"Sii pertinente"
"Sii chiaro"

Il pragmatista americano forniva queste massime per l'efficacia di un diagolo. Valgono oro anche oggi, per quelle imprese che vogliono dialogare efficacemente con il proprio pubblico. Pertanto comincerei la discussione proponendo un elenco delle fasi del processo: 1) Conosci te stesso Ovvero, ripensa alla tua storia aziendale, ai prodotti e ai servizi che proponi. Pensa ai valori che metti in campo quotidianamenti, alle storie che il tuo marchio racconta attraverso la comunicazione e la sua "vita" nel mercato. 2) Crea la tua visione

Parti dalle tue storie, dalle tue narrazioni e, attraverso strumenti come il web, i video (virali e non), la fotografia, proponi al tuo pubblico una narrazione forte e coesa di chi sta parlando con loro. Del tuo marchio, del tuo prodotto, del tuo servizio. Non solo quello che fai, ma come lo fai. E metti in gioco le persone che quotidianamente ti aiutano in questo, i dipendenti, i progettisti, i lavoratori.

3) Siediti al tavolo, che la conversazione abbia inizio

Giunto a questo punto, devi ascoltare. Ascoltare i tuoi clienti significa prepararti anche al peggio. Avrei complimenti e critiche, nella migliore delle ipotesi. Se la tua visione è stata proposta con il linguaggio che i tuoi clienti usano tutti i giorni. Altrimenti avrai un assordante silenzio. Ed è la cosa peggiore per chi si disponde in ascolto.
In questa fase, se lo vorrai, e se avremo fatto bene il nostro lavoro, la tua comunicazione si arricchirà dei cosidetti contenuti generati dagli utenti. Potranno proporti idee per prodotti, miglioramenti dei servizi, o materiale di comunicazione (conversazione) nuovo.
Avete presente FIAT? Loro hanno fatto un gran lavoro da questo punto di vista.

4) Impegnati

Assumiti la responsabilità completa di quello che fai, di quello che dici, del rapporto con il tuo pubblico. Sono loro i più grandi appassionati del tuo prodotto. Sono loro che diventano il fulcro della tua rete di comunicazione. Resta con loro, dopo aver stabilito un legame. In inglese c'è un verbo perfetto. To commit: assumiti un impegno, una responsabilità.

5) Resta in ascolto

Non abbandonare i luoghi che ti hanno visto protagonista della conversazione con i tuoi clienti. Sarebbe un atto grave, mal vissuto da chi è stato con te per un determinato periodo di tempo. La conversazione non è una trimestrale di cassa, ma nemmeno una campagna di marketing. È un processo che cambia il volto della tua impresa, la rende umana, comprensibile, vitale.

Quasi tutti gli elementi dei 5 passi sono già presenti nella piccola e media impresa italiana. Compito di una agenzia come Kuva, e come altre che lavorano con passione e competenza nel settore, è quello di tirarli fuori, di renderli protagonisti di una conversazione.

Vogliamo parlarne con voi, con gli operatori del settore e gli impenditori: approfondire i temi, descrivere gli strumenti.

Questi cinque passi sono utili non solo per voi, però. Sono utili anche per le pubbliche amministrazioni, per la politica, per mille realtà diverse. Sono buon senso applicato ai mezzi tecnologici che oggi abbiamo a disposizione. L'urgenza è di non perdere una irripetibile opportunità.

Titolo: Affrontare la sfida del 2.0 è cambiare mentalità.

Autore: Paolo Bevilacqua
Agenzia: Kuva srl
Ruolo: Designer